Mostra “Omocausto – Lo sterminio dimenticato degli omosessuali”

Il 27 gennaio, in occasione della “Giornata della Memoria delle vittime della shoah e del nazifascismo”, Arcigay “Gioconda” Reggio Emilia, in collaborazione con Centro Teatrale Europeo “Etoile”, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Comitato Diritti Umani , e con il patrocinio della Circoscrizione Città Storica, della Provincia di Reggio Emilia, presenta la mostra

Omocausto – lo sterminio dimenticato

26 gennaio – 2 febbraio 2013

Dalle ore 10:00 alle 18:00

Aula Mediateca dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Viale Allegri – Reggio Emilia

locandina

Il paragrafo 175 del codice penale tedesco condannava e puniva l’omosessualità, tuttavia dopo la prima guerra mondiale, Berlino divenne il ritrovo di una delle prime comunità omosessuali organizzate in Europa. L’ascesa al potere di Hitler e dei nazisti, portò ad una escalation delle persecuzioni verso questa comunità che a partire dal 1938, cominciò ad essere deportata direttamente nei lager e senza processo. Il regime nazista tendeva in questo modo ad “eliminare quei degenerati che minavano la purezza e la moralità della razza ariana”. Gli omosessuali deportati erano costretti a portare un triangolo rosa, ed una volta finita la guerra, la loro deportazione fu un argomento che presto cadde nell’oblio.

In Italia la situazione era un po’ diversa ma certo non migliore. Alla stesura del codice penale, la norma che prevedeva l’omosessualità come reato, venne stralciata perché si diceva che “in Italia, sono tutti maschi” e che grazie al regime fascista, in Italia questo “problema” degenerativo, non era di così grande portata da dover mettere nero su bianco una simile norma per contrastarlo. Fu adottata la tecnica del silenzio: se non si parla del problema, il problema non esiste. Ma bastava essere indicati o etichettati da maldicenza o anche solo sospettati come omosessuali per essere mandati al confino, in condizioni disumane. Anche nel nostro Paese quindi, l’omosessuale era considerato un “depravato dedito a turbare la moralità e l’ordine pubblico e come tale doveva essere punito” (come redigevano sui verbali a quei tempi).

Finita la guerra, gli omosessuali sopravvissuti erano costretti al silenzio per non rivangare una simile “vergogna”, quale che fosse il confino o il triangolo rosa, e in Germania, questi deportati non potevano chiedere risarcimenti dallo Stato, perché erano ancora punibili in base al paragrafo 175, che fu abrogato qualche decennio dopo.

Questa mostra documenta tutto questo con un breve percorso storico culturale per tramandare la memoria di uno sterminio dimenticato e riportato alla luce solo recentemente.

 

Eventi in programma:

  • sabato 26 gennaio, ore 15:30inaugurazione della mostra con conferenza stampa cui parteciperanno:
    • Fabio Astrobello – Presidente del Comitato Provinciale Arcigay Reggio Emilia
    • Salvatore Trapani – Istoreco
    • un rappresentante della Provincia di Reggio Emilia
    • Katia Pizzetti – Comitato Diritti Umani
  • domenica 27 gennaio, ore 16:30  – spettacolo “Bent – il reading” del Centro Teatrale Europeo “Etoile”, liberamente ispirato all’opera teatrale “Bent” di Martin Sherman, con Daniele Franci, Meri Zambelli, Walter Corsi, Giovanni Ferrari.

3 pensieri riguardo “Mostra “Omocausto – Lo sterminio dimenticato degli omosessuali”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...