Comunicato stampa del 15 febbraio 2016

Esigiamo spiegazioni sull’incontro di Provita a Correggio

 

 Arcigay Reggio Emilia trova sconvolgente che nel 2016 ancora ci siano istituzioni (in questo caso addirittura due istituti superiori di Correggio) che ancora cadono nelle trappole di disinformazione dell’integralismo religioso. Oggi si tratta dell’Associazione “ProVita”, che però fa parte di quella galassia cui appartengono le varie sentinelle, Giuristi per la Vita, e il gruppo che tratta l’omosessualità come l’alcoolismo “Courage”.

 In questo caso siamo doppiamente sconvolti: è bastata infatti fare una piccola ricerca per scoprire che il “Congresso Mondiale delle Famiglie” di cui Alexej Komov, ascoltato da ben 70 studenti delle superiori, non risulta essere un organismo ufficiale dell’ONU. È difatti una organizzazione statunitense fondata da integralisti, condannata più volte dalle associazioni per i diritti umani (non ultima la Human Rights Campaign nel 2014) per l’agenda discriminatoria nei confronti di persone gay, lesbiche e trans.

 Alexej Komov dunque non è – come si intuirebbe leggendo la locandina ufficiale – ambasciatore presso l’ONU. La sua organizzazione ha difatti uno status di “General Consultive Status”: come tante altre organizzazioni, possono essere “ascoltate”. Ascoltate ma non seguite, grazie al cielo: nel 2004 chiesero al Segretario Generale Kofi Annan di “respingere qualunque iniziativa che avrebbe potuto dare diritti speciali agli omosessuali”, in termine di accesso al matrimonio paritario. Ciao ciao.

 

Ma non solo! Il sito ufficiale di quella organizzazione lo indica come “Director of External Affairs of the Russian Orthodox Church” – Direttore generale per gli affari esteri della Chiesa Ortodossa Russa. Non è neppure Ambasciatore di quella organizzazione!

 

La verità è che se Provita e gli altri integralisti invitano un russo a parlare di “famiglia” anziché delle guerre di invasione in Crimea, della povertà in cui versano le famiglie russe, degli Internat (i terrificanti orfanatrofi russi), della tossicodipendenza e dello stato endemico dell’HIV o delle leggi che impediscono alle persone di dire che sono gay o lesbiche, dovrebbero scattare mille allarmi.

 

Sapendo poi che hanno parlato di identità sessuale, come confermato da Fernanda Foroni di Provita, crediamo che le famiglie di Correggio, gli studenti e chi rappresenta le persone prese di mira come noi, meritino delle spiegazioni. Richiediamo dunque un appuntamento coi responsabili scolastici di questi eventi per la settimana prossima: vogliamo vedere quale pagina del POF dato alle famiglie indicava un tale evento discriminatorio, e sapere cosa contano di fare per riparare a tale disastro.

 

Alberto Nicolini

Segretario

Arcigay Gioconda Reggio Emilia


Alcune fonti usate:


 

articolo Gazzetta Correggio

Lettera alla redazione della Gazzetta di Reggio

Buongiorno gentile redazione come Presidentessa di Arcigay Gioconda vorrei rilasciare una dichiarazione riguardo all’articolo uscito oggi sul vostro giornale, Incontri Anti – Cirinná bufera nelle scuole.

La difesa della famiglia in Italia e nel mondo” è il titolo dell’iniziativa organizzata dal circolo culturale Pier Giorgio Frassati, Pro Vita, per gli studenti di due istituti superiori della provincia. Partendo dal titolo mi domando, la “famiglia tradizionale” è sotto attacco? Ma da chi va difesa la famiglia? Dalle persone omosessuali? Dalle persone che chiedono di avere pari diritti e pari dignità? Dalle persone che chiedono di essere riconosciute come famiglie? Che già esistono tra l’altro.

All’epoca della segregazione razziale, la parola omosessuali era sostituita dalla parola neri, cambia il soggetto ma i meccanismi sono praticamente uguali.

La presidentessa del Circolo Culturale afferma “il relatore Komov e il presidente Antonio Brandi sono esperti di famiglia” ma a che titolo?

Poi poco più avanti dice “bisogna aiutare questi ragazzi a capire che se sei maschio fuori ma dentro ti senti femmina non va benissimo“.

Ma l’incontro non era sulla difesa della famiglia? Cosa c’entra l’identità di genere? Non eravate esperti di famiglia? Lasciate questi argomenti alle associazioni, figure competenti ed esperte.

Queste persone pensano che i ragazzi sono confusi e che essere gay sia una moda.

L’omosessualità non è una scelta, è una condizione umana naturale, un dato di fatto, come l’eterosessualitá e di questo un esperto di famiglia dovrebbe essere informato.

Siamo pienamente d’accordo con Cosimo Pederzoli.

Vorremmo ricordarvi che in Russia le persone omosessuali sono perseguitate, gli è stata tolta la libertà di essere sè stesse.

Siamo indignati dal fatto che la scuola faccia partecipare i propri studenti ad incontri altamente discriminatori e di propaganda d’odio verso le persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Questo in difesa della “famiglia tradizionale“, ignorando il fatto che anche le persone lgbti fanno parte della famiglia, come figli, fratelli, sorelle, o genitori.

Sarebbe molto interessante sapere cosa ne pensano gli studenti dopo aver partecipato all’incontro.

Noi rimaniamo, come sempre, a disposizione delle scuole, dei genitori e degli studenti, nel caso in cui vogliano approfondire le tematiche legate all’omosessualità, identitá di genere, bullismo.

Non esiste l’omosessualismo e la propaganda omosessualista, ripeto, l’omosessualità non è una scelta. Deve essere accettato il fatto che non esiste solo l’eterosessualitá e che omosessuali si nasce.

Cordialmente

Fabiana Montanari

Presidentessa Arcigay Gioconda

Reggio Emilia

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